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Attenzione3
Questa è una Fan Fiction!!!
I fatti sotto riportati sono frutto della fantasia di un utente

I raggi del sole prossimi alla morte tingevano di rosso le bianche cime innevate dei monti dello Yukon.

Young scrooge 2

Le aquile volavano verso i loro nidi a riposare ed a ricongiungersi con la loro prole. Questo era il momento della giornata che Scrooge preferiva: la sua fine.

Amava starsene seduto sul tronco davanti alla capanna con una tazza di caffè fumante in mano ad osservare lo spettacolo del tramonto immerso nella quiete e nel silenzio. Riteneva non ci fosse niente di meglio, dopo una giornata intera trascorsa a scavare, che rilassarsi nella pace e nel silenzio del suo regno. In effetti gli piaceva l'idea di considerarsi quasi il re della sua concessione, e sentiva di avere tutte le ragioni per pensarla così. Era stato lui ad averla scoperta.

Era stato lui ad avere avuto il fegato di sfidare la leggenda del mostro del ghiacciaio alla faccia di quelle smidollate femminucce degli altri cercatori.

Non era mai stato così soddisfatto di aver dato retta alla sua testardaggine. Nonostante avesse poco meno di trent'anni, Scrooge aveva girato il mondo in lungo e in largo e si era ritrovato in posti stupefacenti, ma l'Agonia Bianca era da considerarsi a tutti gli effetti un piccolo Paradiso in Terra. Ogni singolo afranto, ogni singolo ago d'abete, ogni goccia d'acqua della parte del fiume che scorreva al suo interno gli apparteneva.

Lui era il re, e la capanna che aveva costruito tronco per tronco il suo castello. A questo punto gli mancava solamente una regina.

Era trascorso quasi un mese da quando aveva portato Goldie nel suo territorio; beh, trascinato forse era il termine più adatto.

Nessuno poteva derubare un McDuck e farla franca, nessuno. Anche se il nessuno in questione era una ragazza col viso angelico e dagli occhi chiari e scintillanti come stelle. 

Dare a Goldie una lezione esemplare su cosa significasse spaccarsi la schiena per arricchirsi onestamente gli era sembrata una punizione migliore, quasi geniale, paragonata ad una semplice denuncia.

Stando attento a non forzare troppo la mano dal momento che si trattava pur sempre di una donna, la stava comunque facendo sgobbare e, nonostante apparisse ormai molto provata, si lamentava esclusivamente per gli ordini perentori che lui soleva darle. 


The prisioner 3

 "Non sono la tua schiava, ficcatelo in quella testa marcia." Gli aveva detto proprio quella mattina. 

"Sei solo una viziata consumista che non conosce la vita."

Lo aveva trafitto con lo sguardo. "Tu la mia vita non la conosci." Aveva sibillato prima di allontanarsi per continuare a scavare. 


Nonostante dall'esterno rimanesse impassibile, quello sguardo aveva il potere di gelarlo sin nelle ossa... Ma non l'avrebbe ammesso mai.

Non sapeva per quanto tempo ancora l'avrebbe tenuta con sé, cosa le costava dirgli  hai ragione, ho sbagliato?

Continuava a sfidarlo invece, quasi non volesse dargli soddisfazione. Non aveva mai trovato una persona in grado di tenergli testa in questo modo, meno che mai una donna. Non sapeva se lo stancasse di più il lavoro od il continuo scontrarsi con lei, invece che ammorbidirla aveva paura di indurirla ancora di più.

Una cinica bastarda ecco che cos'è... Esattamente come me. La sua versione al femminile. Se si fosse comprato un parrucchino biondo e se lo fosse messo in testa, la somiglianza sarebbe stata perfetta tralasciando gli occhi verdi.

Il motivo per cui si fosse fissato così con l'idea di redimerla gli era del tutto oscuro, esattamente come l'aver raccolto e conservato la sua ciocca di capelli.

Quella volta l'avrebbe presa volentieri a schiaffi : dopo averla salvata da quella bestia aveva avuto pure il coraggio di urlargli contro! Come se lui si divertisse a lanciare coltelli addosso alle persone. Aveva agito d'istinto, era troppo lontano per poter fare diversamente! 

Aveva raccolto quel ciuffo e conservato come il più prezioso dei tesori, nemmeno per la sua prima moneta aveva usato tutte queste premure: lo aveva legato con un nastrino rosso appartenuto a sua madre e conservato dentro una pergamena.

Si incantava ad ammirare i riflessi di quei fili sottili e lucenti come l'oro, chiedendosi come sarebbe stato affondarci la mano ed assaporarne il profumo... 

Goldie uscì proprio in quel momento dalla capanna con anche lei in mano una tazza di caffè; Scrooge ammirò il suo profilo altero e slanciato, nonostante il vestito lacero manteneva lo stesso una certa eleganza.

Restando in silenzio gli si avvicinò, si sedette sul tronco ed iniziò a sorseggiare la bevanda ;

"Questo caffè fa schifo" Disse infine. 

"I tuoi apprezzamenti mi lasciano sempre confuso." La rimbeccò lui.

"Se solo lasciassi fare a me..."

"Proprio perché ho lasciato fare a te ora siamo qui a chiacchierare amabilmente, nel caso te ne fossi dimenticata."

Gli lanciò un' occhiataccia. "Sei impossibile." Disse soltanto.

Di nuovo quella sensazione di gelo dentro... A parte quella lontana sera al BlackJack Ballroom l'unico contatto fisico che avevano finora avuto era stato quando le aveva insegnato a maneggiare il piccone : Goldie si era sbilanciata cadendo quasi all'indietro e lui l'aveva sorretta, poi le aveva spostato le mani in modo tale che potesse reggere più saldamente il manico. Durante quei piccoli gesti era stato percorso da strane scariche e lei era lievemente arrossita.

Non aveva mai provato sensazioni simili prima... prima di conoscerla. Quella ragazza sembrava composta da materiale talmente freddo capace quasi di ustionarlo se si fosse avvicinato troppo. 

Si accorse che Goldie continuava ad osservarlo, anche lei pensierosa. Si girò nella sua direzione e lei voltò di scatto la testa dall'altra parte; stava per chiederle cos'avesse da guardare tanto quando all'improvviso il suo viso s'illuminò: " Che carino!" Esclamò estasiata.

Un cervo era appena uscito dalla radura mettendosi a brucare poco lontano da loro. Era un giovane esemplare, con appena un accenno di corna.

" Un po' ti assomiglia sai?" 

"Stai scherzando?!" La fissò. Era la prima volta che qualcuno gli diceva che assomigliava ad un cervo.

"Beh... Stesso portamento, stessa aria fiera e solitaria... Non ti sto prendendo in giro, puoi fidarti!"

"L'ultima volta che mi sono fidato mi sono ritrovato sperduto in mezzo alla neve senza più niente in tasca."

La faccia di Goldie si contrasse in un'espressione talmente offesa da risultare quasi comica. 

"Tu sei proprio un grandissimo..." La voce le morì in gola. Annunciato da un lieve fruscio, da un cespuglio fuoriuscì la sagoma di un lupo: ignorando completamente in due giovani, l'animale si scagliò contro il cervo. "NOOO!"

Goldie iniziò a correre istintivamente verso la loro direzione.

Che caz..

"FERMA!"

Con uno scatto Scrooge la raggiunse e la trattenne circondandola con le braccia. 

"Lasciami lasciami!" Si agitò furiosamente " Dobbiamo salvarlo, devi lasciarmi, non può morire..." "Non possiamo fare niente Goldie, devi ascoltarmi..."

"NO!"

"Ormai è spacciato." 

"Non è vero, non voglio, LASCIAMI!"

Il povero cervo stava combattendo come poteva caricando il lupo con le piccole corna sempre più stremato dagli attacchi via via più feroci fino a quando il lupo non riuscì a mordergli la giugulare. Stramazzò al suolo ed il predatore iniziò a godersi il suo pasto.

A quella vista Goldie smise di urlare ed agitarsi e si irrigidì completamente. Scrooge la lasciò andare e lei cadde seduta per terra .Indietreggiò all'indietro con le mani, gli occhi sbarrati, poi si fermò ed iniziò a tremare tutta.

"L- l- lo ha u-u-u-cci-i- so hai visto Scrooge? Lo ha ucciso, lo ha ucciso, lo ha ucciso..." Scrooge si inginocchiò accanto a lei, le agitò una mano davanti agli occhi, che rimasero fissi. Era palesemente in stato di shock.

 "Lo ha ucciso, lo ha ucciso..."

Temendo che potesse svenire da un momento all'altro e non sapendo bene come comportarsi, Scrooge la prese in braccio : invece di opporre resistenza come si aspettava, lei gli si aggrappò convulsamente al collo, il respiro rotto ed irregolare, continuando a fissare la scena.

 "Lo ha mangiato, lo ha mangiato..."

Mentre la portava dentro a Scrooge sembrò quasi di tenere una bambina; ritornò con la mente alla sua infanzia, a Glasgow, quando gli capitava di prendere così la la sua sorellina Hortense di pochi anni quando si allontanava troppo da casa.

"Lo ha mangiato, lo ha mangiato..."

Dopo aver deposto Goldie sul letto, si avvicinò alla stufa. Riempì un tegame d'acqua e ci immerse delle erbe che teneva sempre di scorta; stava preparando ciò che gli Apache chiamavano la tisana della buonanotte.

 Dopo un paio di minuti l'acqua assunse un colore verdino, allora Scrooge la verso sulla tazza e si diresse verso Goldie, che seguiva incuriosita ogni sua mossa. Sembrava un po' più calma ma era ancora pallidissima.

"Bevi questa" le disse mettendole la tazza tra le mani leggermente tremanti "Ti aiuterà a rilassarti." 

Young Scrooge...

Dopo aver dato un sorso Goldie fece una faccia schifata : era davvero tremenda! Peggio di mille caffè riciclati. Però ritenne non fosse il momento più adatto per mettersi a fare la schizzinosa e la vuotò fino all'ultima goccia.

"Non meritava di morire così." Mormorò. Scrooge fece un sospiro profondo. "So che non è facile da accettare" cominciò a spiegarle paziente "Ma è la legge che sta alla base di tutte le cose. Il più forte vince sul più debole. Non sarebbe potuta andare divers..." 

"Non merito tutte queste attenzioni da parte tua!" lo interruppe. "Voglio dire..." Continuò lentamente la ragazza abbassando lo sguardo sulla tazza vuota "Ti ho rubato l'oro... In fondo è per questo che mi trovo qui... Me lo ripeti sempre..." 

Scrooge era basito: ci era voluta un'esperienza del genere per farle dire ciò che aspettava di sentire da un mese!

"Beh... Sei pur sempre un'ospite... E gli ospiti vanno trattati bene no?"

Lei gli sorrise. Non era uno dei suoi soliti sorrisetti di sfida che avevano il potere di irritarlo più di quanto non fosse già di suo, era un sorriso che raggiungeva anche gli occhi.

Un sorriso vero.

 Sarà anche una rompipalle ma è davvero bella pensò, e non per la prima volta.

"Sei molto carino, lo sai?"

Il giovane diventò rosso fin sulla cima dei capelli. 

"Davvero?! Ehm...dammi qua!" Si riprese la tazza "Cerca di dormire, domani ci aspetta una giornata impegnativa!"

Le voltò le spalle per cercare di nasconderle quella strana felicità.        

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