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Attenzione3
Questa è una Fan Fiction!!!
I fatti sotto riportati sono frutto della fantasia di un utente
Paperinik e il ritoeno a Villa Rosa

I raggi di un tiepido sole colpivano le strade bagnate di Paperopoli... 

In un oscuro seminterrato di un luogo fuori città, mentre l'aria era piena di rumori di lavoratori che sfidano il tempo per realizzare la loro creazione, c'erano tre figure: Una giovane ragazza in stato di shock, che nonostante tutto stava smanettando con un computer, un uomo in impermeabile nero tramortito e legato a una sedia, e una terza. Quest'ultima figura non era alta, nè aitante, nè tantomeno bella, ma era una figura che terrorizzava gli ingiusti fin nell'anima, che faceva tremare gli oppressori, e annegava la loro presunta superiorità nell'ombra proiettata da un mantello. La terza figura si stava peparando a qualcosa... 


"Mi stai dicendo che la cariatide ha deciso di farsi da parte?"-chiese Cuordipietra Famedoro

"A quanto pare ha passato l'ultima notte a preparare il contratto che cede a noi tutti i suoi beni."-rispose una voce femminile-"Oltretutto pare intenzionato a ritirarsi a vita privata, per ciò ci ha dato appuntamento nella sua nuova magione fuori città. Ma dobbiamo esserci entrambi, e direi di andare prima che scopra che il nostro amico è stato preso dal nipotuccio mascherato! Allora?"

"Qual'è l'indirizzo?"


Che due sudafricani non conoscessero Paperopoli, con le sue storie e leggende era normale, altrimenti non avrebbero mai accettato un appuntamento in un luogo il cui nome fa tremare i polsi agli anziani e spaventa i bambini. I due-con rispettive guardie del corpo-si presentarono davanti a Villa Rosa.

La Villa, che chiunque avrebbe giurato fino al giorno prima essere ridotta a un rudere, svettava sul poggio delle rose con il suo stile neogotico, e incuteva timore anche a chi la vedeva come un semplice edificio antico. 

Entrando nella villa la prima cosa a saltare all'occhio era l'enorme stanzone circolare al centro del quale svettava una colonna apparentemente inutile (entrambi si chiesero chi fosse l'architetto capace di un simile obbrobrio), mentre la seconda era l'enorme ritratto sul fondo. Esso rappresentava un papero d'altri tempi, vestito elegante e con i capelli neri impomatati e portati alla moda degli anni '20. Accanto a lui era ritratta una splendida papera bionda, con un vestito che avrebbe fatto impallidire la più bella delle principesse: entrambi dovevano essere stati molto ricchi. Ma mai come il papero seduto alla scrivania appena sotto il quadro.

"Finalmente siete arrivati, sciacalli. Firmate e tornatevene nel vostro emisfero"-disse la roca voce dal forte accento scozzese del papero più ricco del mondo...e che presto non lo sarebbe stato più. 

"Non così in fretta amico mio"-disse Cuordipietra-"voglio prima farti un bel discorsetto".

"Sei arrivato al punto di fare gli spiegoni? stà attento che poi arriva la cavalleria! E io e te non siamo più amici da oltre mezzo secolo"-Sbraitò Paperone.

"Eppure mi divertirò a guardarti negli occhi quando perderai tutto, non mi rovinare la gioia del momento Paperonuccio" .

"Cuordy, non so se te ne sei accorto, ma potrebbe esserci un uccellaccio mascherato a braccarci"-gli sussurrò Victoria.

"Taci tu! Vedi Paperone, io per anni, e anni, e anni, ho sentito dire "Il secondo papero più ricco del mondo Cuordipietra Famedoro ha fatto tale e tal altra cosa", e tutte le volte sentivo la rabbia montare. Ogni volta che sentivo dire "Quello ha tutto!" capivo che non avevo niente, ogni volta che sentivo qualcuno ammirarti per essere arrivato dove sei, perdevo un po' di umanità". 

"Forse, se avessi lavorato duramente al posto di scegliere sempre la strada più fac..."-cercò di dire Paperone prima di essere interrotto da un: 

"Taci vecchio! Finalmente ora avrò tutto! Avrò il mondo! Avrò la mia vendetta!"

"Vendetta?"-disse una voce ignota-"Sentir te parlare di vendetta è come sentir me parlare d'affari." 

E con un lampo di luce e un fumogeno, in piedi sulla colonna, apparve lui, il raddrizzatore di torti, il terrore degi ingiusti, il diabolico vendicatore. Paperinik! 

"Benvenuti in casa mia!" 

"Tu qui, corvaccio mascherato?"-chiese Cuordipietra 

"Io! qui! E se sono qui c'è un motivo. Io, in quanto vendicatore...in quanto eroe...sono qui per compiere un atto eroico e spietato, bellissimo e terribile, luminoso e oscuro. Ma prima credo che ti dovrò presentare un paio d'amici" 

A quelle parole un quadro, rappresentante un cupo e solitario castello le cui tre torri più alte svettavano nel cielo notturno, si spostò e dalla cavità dietro di esso vi uscì una gabbia, in cui era contenuto un papero di nero vestito, legato e imbagliato. The Eye.

"Come hai fatto a prenderlo?"-Urlò Victoria.

"Nulla di più facile"-disse il giustiziere, sapendo, in cuor suo, che non era vero-"uno come lui riceve messaggi in continuazione dalle sue fonti, è bastato un piccolo aiuto da una persona molto speciale..."-gli occhi della spia si illuminarono come se comprendesse finalmente una grande verità-"per trovarlo! E una volta preso lui, un'altra persona che stavo cercando ha avuto la splendida idea di avvertire la signorina Swan"-gli occhi di tutti si concentrarono sulla bella ereditiera-"per cui credo sia giunto il momento di chiamare il mio secondo ospite!"

Da un'altro quadro, rappresentante un pirata mascherato con una zampa su un baule di dobloni recanti la sua effigie, uscì una seconda gabbia contenente un uomo privo di sensi, un uomo di età indefinibile, altezza nella media, corporatura nella media, capelli castani...sarebbe stato l'anonimato assoluto senza quelle orribili cicatrici su tutto il volto.

Victoria urlò "Him!" quasi contemporaneamente al sussuro "Michael?" di Cuordipietra. 

"Qualche amico della sua simpatica industria voleva lasciargli un regalo di congedo. Paperinik non deturpa la gente, ma non è tenuto a salvarla, per quanto egli sia un eroe. E ora...direi che è arrivato il momento di occuparci di voi!"-disse guardando Cuordipietra e Victoria con sguardo minaccioso.-"potrete cavarvela con poco, perchè vedete, è vero che Paperone ha preparato un contratto stanotte...un contratto che lo rende titolare del 100% della BlackSwan inc., oltre che del 50% delle miniere d'argento di Cuordipietra. Chiamatelo...risarcimento per danni psicologici. E non fate quelle faccie, dopotutto vi va bene, perchè vedete, mister Famedoro, l'accordo che avevate firmato vi avrebbe ridotto sul lastrico grazie ad un paio di clausole scritte in piccolo"-il magnate guardò la socia con una sguardo ancora più disgustato del solito-"Se vi chiedete come faccio a saperlo...merito delle informatissimechepiùinformatenonsipuò fonti del taccagno qui presente"-tutti guardarono Paperone, che nel frattempo aveva girato l'enorme poltrona su cui era seduto, tanto che si poteva scorgere solo lo schienale-"mentre voi, miss Swan...be' sappiate che il piombo che le guardie di Famedoro portano alla cinta non era per me o per Paperone!"-la giovane miliardaria guardò il socio con aria sconvolta-"firmiamo?" 

Nonostante i due ex-soci ora si odiassero, urlarono all'unisono:"Tu sei pazzo!" 

"Ah sì, l'avevo previsto, e per questo ho portato con me un piccolo...stimolante, diciamo!" disse indossando un paio di spesse cuffie isolanti e sbarrando gli occhi.

Subito dopo, si scatenò un delirio tale che se l'apocalisse fosse giunta in quell'istante avrebbe sfigurato dinnanzi alla potenza dell'attacco di Paperinik: Il pavimento prese a tremare e muoversi in ogni direzione, un turbinio di luci e colori uscivano dalle pareti e annebbiavano la mente, e -e quella era la parte peggiore- un rumore assordante, come migliaia di graffi su una lavagna uniti al fracasso di centinaia di vasi di cristallo in pezzi, riempì l'aria. 

Dopo qualche secondo quell'inferno si interruppe e Paperinik invitò i due a firmare il contratto, mentre Paperone si era nuovamente girato  -indossava anche lui il paraorecchie- per godersi lo spettacolo. Alcune guardie avevano perso i sensi, altre avevano vomitato, Victoria era ridotta in lacrime e solo Cuordipietra, per quanto tremasse dalla testa ai piedi, manteneva il suo sguardo di sfida.

"Credo che ancora un assaggio non farà male a nessuno...tranne che a voi!"-disse sbarrando gli occhi. 

E per una seconda volta l'inferno salì in terra, e stavolta per un periodo più lungo. Alla fine del trattamento anche l'indomabile boero si arrese. i due salirono la scalinata e fissarono il contratto. Probabilmente se si fosse chiesto loro di fare qualcosa di più difficile di firmare non ce l'avrebbero fatta, e invece gran parte del loro patrimonio passo nelle mani di Paperon de' Paperoni. 

"Ah, un ultima cosa!"-disse il vendicatore-"so che questo non era nel piano, avaraccio,"-disse a un Paperone colto di sorpresa-"ma mi è giunta voce che qualcuno qui abbia scoperto cosa c'è sotto la maschera. Andiamo ragazzi, che fascino c'è in un eroe mascherato se tutti sanno chi è? Quindi caro il mio amico sudafricano"-disse rivolto a Cuordipietra, che era quello che più di tutti lo guardava con odio-"Dì il mio nome!" 

Cuordipietra era sconvolto da tutto, ma cercò per un'ultima volta di raccogliere la sfida, e con la lingua tremante provò a dire:"Pa...Pe...Ri..." 

"NIK!"-concluse il vendicatore! 

Una nuvola di gas coprì il salone, arrivando ovunque tranne sulla colonna in cui era alloggiato l'eroe, il tetto si aprì, e con i suoi stivaletti dotati di razzo volò via, e non appena si sollevò dalla colonna il salone prese a crollare, mentre il diabolico vendicatore spariva nella notte. 


Ma lui era migliore di così! Nonostante non fosse riuscito a rinunciare all'uscita teatrale, Paperinik tornò indietro e salvò i presenti dalla sala. Pochi minuti dopo Paperone, Cuordipietra, Victoria, The Eye, Him e una dozzina di guardie erano straiate sul prato, mentre il sole, che stava ancora sorgendo, si stagliava sulla compagna circondante la villa. 

"E quindi?"-chiese Mia.

"Quindi niente. Il Car-can spray rimuoverà la loro memoria sugli avvenimenti di questi ultimi giorni, anche se credo che per un po' lo scherzetto che gli ho tirato con luci e suoni ricorrerà nei loro incubi. Inoltre il mio socio ha già provveduto a cancellare la sua memoria e quella di coloro che hanno lavorato alla villa stanotte"-disse guardando i ruderi della sua casa natale."Quanto a te, sei stata straordinaria! Senza di te nella sala dei bottoni il giochetto non sarebbe riuscito. E sapevo che ti avrebbe traumatizzato, per cui mi sono premunito"-disse porgendole una tazza di cioccolata calda. In effetti Mia era ancora traumatizzata dal terribile spettacolo a cui aveva assistito e,anzi, preso parte. 

"E cosa succederà?" 

"Nulla. Paperone si risveglierà discretamente più ricco e gli altri due discretamente più poveri.  Credo che Victoria potrebbe imparare qualcosa dal lavorare sodo, mentre Cuordipietra...be' oramai ci ho rinunciato, ma spero di sentirlo nominare il meno possibile per un po'. Him finirà in un istituto d'igiene mentale, dov'è giusto che stia, mentre The Eye andrà in prigione, e credo di avergli fatto un bel favore a non lasciarlo per strada, alla mercè degli anarchici che ha piantato in asso per accettare di dar la caccia a me. Ho anche provveduto a eliminare le foto compromettenti una volta per tutte. Alla fine tutto è bene ciò che finisce bene" 

"Yawn"-sbadigliò Mia-"Ho un ultima domanda: perchè gli hai obbligati a far firmare quel contratto? Cosa ci guadagni?"-disse sorseggiando la sua cioccolata. 

"Non lo so"-rispose l'eroe guardando l'alba, sapendo in cuor suo di star mentendo.

Come previsto, quando si girò Mia era priva di sensi.  


Qualche ora dopo la ragazza si svegliò nel suo campus, a svariate migliaia di chilometri di distanza, e, nonostante gli sguardi increduli delle amiche, le quali sostenevano che era stata via quattro giorni (una disse anche di averla aiutata a rintracciare due cellulari), non ricordava nulla. Ella continuò gli studi, e divenne un ingeniere informatico di successo, anche se ogni tanto continuava a chiedersi cosa fosse successo in quei giorni di vuoto e come quel cappello da marinaio fosse finito in camera sua.  


Nelle stesse ore un Paperino stanchissimo -e poi si chiedevano perchè pisolasse sempre sull'amaca. PFIU!-  si recava accompagnato dai nipotini al deposito: lo zione era diventato molto più ricco senza neanche accorgersene -evidentemente il suo fiuto per gli affari funzionava anche nel sonno- e aveva deciso di festeggiare con un pantagruelico banchetto -gallette, acqua di rubinetto e insalata scondita- con i nipoti. 

"Certo che lo zione è proprio un taccagno!"-disse Quo-"sfrutta lo zio Paperino e ci costringe a partecipare ai suoi pranzi da fame. Veramente ingiusto!" 

"Vedi, Quo"-rispose Paperino-"se fosse vero Paperinik ci avrebbe già vendicati. Magari non è poi questa grande ingiustizia". 

"Bah, secondo me Paperinik ormai non fa più queste cose. Lui è un supereroe!"-ribattè il nipotino. 

"No"-disse Paperino con una voce così flebile che nessun'altro, a parte sè stesso, l'avrebbe potuto sentire-"È un Vendicatore!" 

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