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Attenzione3
Questa è una Fan Fiction!!!
I fatti sotto riportati sono frutto della fantasia di un utente


Per quanto il flashback nei momenti di incoscienza possa sembrare un clichè, Topolino ne ebbe uno, e non posso esimermi dal raccontarvelo.


Ricordò di quella sua visita al circo, da ragazzino, con Pippo e Orazio. Quel giorno si erano divertiti a dar fastidio al poliziotto del quartiere, l'agente Basettoni, e in seguito si erano recati al circo. Ricordò il suo cuore battere a mille quando si sedettero sulle gradinate, aspettando l'inizio dello spettacolo. E soprattutto ricordò il particolare individuo che vi diede inizio: era vestito con abiti sgargianti, color rosso fuoco, con un cilindro e una maschera con il naso adunco. Ricordò le sue parole:

"Buonasera e benvenuti a lorsignori! Il vostro circense di fiducia  Arsenio Fricchetton vi dà il benvenuto all'incredibile, indicibile, fantasmagorico FRIC SHOW!!! Preparatevi ad essere sconvolti dalle più straordinarie creature su cui i vostri occhi abbiano mai posato lo sguardo! Vi assicuro che non scorderete mai questa notte! E adesso, godetevi lo spettacolo...se ne avete il coraggio!"

Si sentì ancor più sprofondare nell'oblio, in un baratro profondo, finchè, giunto fin quasi nelle più oscure profondità dell'abisso, si sentì richiamare nel nostro mondo, sottratto all'oscurità da uno strano e ineluttabile senso di dolore fisico...in sostanza lo avevano svegliato a sberle!

Quando riprese completamente conoscenza si accorse di essere legato e imbavagliato ad una sedia, e la stessa sorte era toccata a Pippo, alla sua sinistra. 

Si trovavano in quello che, nonostante le pareti fossero ancora tende da circo, apparentemente sembrava un laboratorio scientifico, così ricco di strani macchinari di ignota funzione, e tra tutti svettava l'enorme apparecchio nel centro della stanza: era grosso, con due gabbie di plexiglass sovrastate da tubi che collegavano le cabine al corbo del macchinaro, e un enorme monitor nel centro.

Nella stanza c'erano alcune persone. Due erano le guardie che avevano colpito Topolino e Pippo alle spalle. C'era inoltre la splendida ballerina (ora che Topolino poteva guardarla meglio, aveva stranamente qualche capello bianco, innaturale alla sua età) e un uomo di spalle. Pur senza averlo mai visto in volto Topolino riconobbe i vestiti viola: era il proprietario del circo. 

Si voltò: era un uomo che andava per la quarantina, con i capelli neri e due occhi neri, ma da cui traspariva un grande spirito ardimentoso. E poi, con una voce squillante, ma in un qualche modo inquietante, disse:

"Benvenuti! Immagino che vi chiediate perchè siate qui. Beh, non avrete una risposta!"-si girò verso le guardie e fece loro un cenno-"Eliminateli!"

Ai due eroi si ghiacciò il sangue nelle vene alla vista dei due scagnozzi che estraevano le loro pistole. 

"Aspetta Andrew!"-disse la ballerina-"ci deve essere un altro modo!" 

A quanto pareva i vero nome di Barnabas era Andrew.

"Un altro modo? Hanno violato i nostri segreti! Sono dei nemici! Nessuna pietà per i nemici!"-sembrava in preda al delirio.

"Andrew..."-cominciò con un tono insolitamente stanco per una della sua età-"Non possiamo farlo! Non dobbiamo farlo! Non hanno fatto niente di male!

""Se la sono cercata!"

"Ma..."

"Niente ma, mamma!"

Sia Topolino che Pippo rimasero di sasso. Com'è possibile che la dolce ballerina dosse la madre di Andrew? Era di almeno vent'anni più giovane!

Anche Andrew capì di aver parlato troppo e lui e la giovane donna si fissarono in silenzio per alcuni secondi.

"Oh, Beh, suppongo che ci abbiano scoperti."

Topolino e Pippo sussultarono. La voce veniva dalle loro spalle, da dove non immaginavano ci fosse qualcuno. Entrambi girarono la testa e rimasero, se possibile, ancor più sbalorditi nello scoprire chi fosse stato a parlare.

Era una loro conoscenza, un uomo sulla sessantina, calvo, sovrappeso, con folti baffi grigi e una tuta da lavoro blu: il vecchio Flint! il custode della scuola!

"Salve ragazzi. Vedo che non avete perso la curiosità che vi contraddistingueva" -esordì il custode- "nè tantomeno l'indole a cacciarvi nei guai! Beh. credo che come ricompensa per essere arrivati fin qui abbiete almeno il diritto di sapere la verità dietro a questo circo e chi ci lavora.

"Entrambi erano terrorizzati, ma lo spiegone avrebbe dato loro il tempo di elaborare un piano.

"Figliuoli, lasciate che vi presenti alcune persone a me molto care: mia moglie Giselle e mio figlio, nonchè mio erede al circo, Andrew!"

Dunque Flint era il vecchio proprietario del circo e Andrew era suo figlio. Buono a sapersi, ma ancora troppi tasselli mancavano al puzzle. E le cose si sarebbere ancor più complicate ben presto.

"Tutto ciò che vedete, tutto è stato realizzato per Giselle, la mia dolce sposa da oltre quarant'anni!"

Cosa? Com'era possibile che Flint e Giselle fossero sposati da quattro decadi se Giselle ne dimostrava al massimo un paio?

Flint intuì il loro stato di confusione e disse:"Perplessi ragazzi? Non vi preoccupate. Tutto sarà più chiaro quando vi farò conoscere un paio di persone.

"Prese un telecomando ricco di tasti e ne premette uno. All'improvviso il tendone si mosse, spostandosi in modo da far passare delle gabbie in plexiglass. All'interno c'erano le attrazioni del circo.

"Caro Topolino!"-disse Flint-"ti conosco abbastanza da sapere che puoi trovare la soluzione da solo. Osserva!"

Topolino osservò. Non c'era nulla da capire nella visione di quel folle! Vedeva solo alcune bizzarre creature, rigorosamente appaiate in modo da avere blocchi di due celle adiacenti. Poteva vedere il nano e il gigante, l'uomo forzuto e l'uomo da cinquecento chili, e così via per tutte le creature. Solo il decano era da solo. Accanto a lui si andò a posizionare Giselle.

Gli occhi di Topolino si illuminarono. Tutto ciò sembrava impossibile, ma era la sola conclusione che si potesse trarre.

"Sono opposti! Ciascuno in questo circo ha una caratteristica opposta a quella del suo vicino. E..."-ancora non credeva alle parole che si apprestava a pronunciare-"e la colpa è di quella macchina."

"Già! Sapevo che ci saresti arrivato! La mia Giselle, vedi...lei è malata da lungo tempo. La sua malattia la porta ad un invecchaimento precoce. Lei che è la donna più bella di tutte!"-Flint era in preda a un misto di follia, rabbia, e dolore-"I sintomi della malattia si manifestarono per la prima volta quarant'anni fa. Eravamo entrambi disperati"-Giselle, in un angolo, stava piangendo-"e quindi decisi di tentare. La speranza venne da lui."Indicò il decano.

"Ricordate il professor Coil, vero?

"Entrambi rimasero sbalorditi. Con la lunga tunica, il turbante e uno spesso strato di cerone, non si erano accorti che quell'uomo barbuto, così somigliante a un santone indiano era il loro vecchio professore.Max Coil, detto "lo scienziato pazzo" era il vecchio professore di fisica della scuola. Era noto a tutti per il suo comportamento eccentrico e i suoi esperimenti molto discutibili. Quando Topolino e Pippo erano al terzo anno il professore diede le dimissioni e sparì nel nulla. Nessuno lo aveva più visto...fino ad allora.

"Il professore, qui presente, ha creato questa macchina, che assorbe particolari caratteristiche sotto forma di estrazioni genetiche, e le installa nel DNA di altri. Per qualche periodo poteva andare avanti con geni di animali da laboratorio, sai, le scimmie e gli uomini hanno DNA molto simili, ma in seguito divenne evidente come ciò non fosse sufficiente. Per mesi chiesi al professore di provare ad estrarre geni umani, ma a quanto pare non era abbastanza coraggioso, per tanto dovemmo usare la macchina su di lui, e quello è il risultato"-disse indicando il vecchio, che, pur attraverso il trucco e le rughe, sembrava enormemente addolorato.

"Purtroppo la macchina per quanto potente, non può moltipicare la quantità di geni estratta, e per tanto l'intensità della caratteristica prelevata. Ciò porta al circo. Avevamo bisogno di molta gioventù da estrarre, e quale modo migliore se non da ragazzini indifesi?"Topolino, sebbene disgustato dall'uomo che aveva di fronte, stava ragionando. Se quel che Flint aveva detto era vero, allora tutte le attrazioni erano state persone normali, certo, con qualche piccola caratteristica peculiare: il nano doveva essere stato un uomo mediamente basso, mentre il gigante un uomo mediamente alto. L'uomo di cinquecenti chili doveva essere stato piuttosto grasso giù prima, mentre l'uomo forzuto er giù piuttosto ben allenato, come un pugile...o un giocatore di football!

"George!"-urlò. Aveva appena realizzato,scrutando attentamente il suo viso, che l'uomo vestito da Ercole era George Lost.

Flint sembrò sorpreso: "Vedo che hai riconosciuto il nostro comune amico. Sì, ho pensato che con i suoi muscoli e un...aiutino della nostra macchina sarebbe stato un ottima attrazione. Bisogna saper riconoscere le buoni occasioni, come ad esempio..."-premette un tasto sul telecomando e un altro telo si spostò rivelando un'altra gabbia-"quando si possono prendere due al prezzo di uno"

Dentro la gabbia, privi di sensi, c'erano Tip e Tap. 

Topoino si sentì ancora una volta pervaso da quel senso di panico che gli impediva di pensare razionalmente.

"Simpatici, vero? Abbiamo solo dovuto ipnotizzare il loro amico affinchè dimenticasse tutto. Sai Topolino, abbiamo girato le città per anni, ma oramai in tutto lo stato avevamo...ehm...preso in prestito la giuventù da qualcuno, quindi dovevamo ricominciare il giro. E qualcuno-tu, per esempio, avrebbe potuto scoprire la cosa. E la scomparsa del giovane George, qui, avrebbe portato la polizia al Fric Show in un baleno, quindi ho inscenato il furto dei documenti. E nessuno l'avrebbe scoperto se il nostro caro uomo forzuto non avesse deciso di fare l'eroe. Mi ha seguito e ha provato a lottare con me. Naturalmente avrebbe avuto la meglio, se non conoscessi la scuola a menadito. Nel buio sono riuscito a sopraffarlo e farlo cadere dalla finestra, ma il rumore ha allertato i vicini e ho dovuto inscenare la pantomima dell'incursione notturna. Dopodichè l'ho riportato qui.

"A quel punto tutto, seppur ancora incredibile, era chiaro, e ciò voleva dire solo una cosa.

"Adesso che sapete tutto, non provero alcun senso di colpa! Addio!"

Con tutte quelle rivelazioni Topolino non era riuscito a elaborare uno straccio di piano. Ma qualcun altro sì...

Pippo cacciò fuori uno strano urlo, di quelli che faceva quando, spacciandosi per sempliciotto, cadeva dai punti elevati. Flint, preso di sorpresa, non ebbe i riflessi per evitare la lunga gamba dell'agente segreto, che lo colpì a una mano, il telecomando volò in aria, e, fortunatamente, cadde dal lato della pulsantiera.

Tutti i macchinari si misero in funzione, e le gabbie si aprirono. I prigionieri si avventarono subito su Flint e sulle guardie, mentre Andrew cercava di spegnere tutto. 

George Lost si avvicinò ai suoi amici e, con la sua forza prodigiosa, spezzò le corde che confinavano Topolino e Pippo sulle sedie.

I due eroi, alzatisi dalle sedie, si avventarono presso la gabbia in cui Tip e Tap erano ancora incoscienti, e li salvarono.

Una volta voltati, tuttavia, trovarono Andrew che puntava loro addosso una pistola. Erano spacciati! O no?

Giselle si avventò sul figlio spingendolo via, e togliendoli la pistola di mano. La vecchia regazza era dalla loro parte!

La colluttazione durò ancora qualche minuto, e in seguitò si sedò. I buoni avevano vinto! Il fantomatico Fric Show aveva cessato di esistere!  


Un paio di ore dopo erano al quartier generale dell'U.R.C.A., entrambi ancora sotto shock per l'essere riusciti a uscire indenni da quell'orrorifico posto.

"Mi hanno comunicato che tutto andrà bene"-disse Pippo porgendo a Topolino una tazza di caffè-"A quanto pare il processo era reversibile, e tutti stanno tornando alla loro condizione normale. Certo, tutti dovranno cominciare una nuova vita. Spero di poter vedere George al Super Bowl, tra qualche anno."

"E gli altri?"-chiese Topolino.

"Beh, il professor Coil tornerà alla sua pensione, e si terrà molto lontano da altri progetti. Andrew andrà in galera, mentre Flint e Giselle avranno gli arresti domiciliari, in virtù dell'età. A quanto pare c'è voluto molto tempo per convincere le autorità che Giselle sia pluri-sessantenne.

"Topolino abbozzò un sorriso e sorseggiò il suo caffè.

"Quanto a noi, io continuerò la mia attività di agente sotto copertura, e ai nipoti sarà cancellata la memoria."

"Sai, sarà difficile vederti ancora come il caro, vecchio Pippo!"

"Non credo! Anche la tua sarà cancellata. Abbiamo bisogno che nessuno sia a conoscenza dell'U.R.C.A.. Devi tornare alla routine di tutti i giorni. Sai, non mi aspettavo che cadessi due volte nello stesso tranello!"

Topolino guardò la tazza e cominciò a sbadigliare. In poco tempo un dolce oblio cadde sul topo.

L'ultima cosa che vide prima di perdere i sensi fu Pippo che sorrideva.

L'ultima cosa che udì fu:

"Yuk!" 

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