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Attenzione3
Questa è una Fan Fiction!!!
I fatti sotto riportati sono frutto della fantasia di un utente


Vi è mai capitato di pensare intensamente a qualcosa cercando di ricordarne i dettagli senza successo, e poi, una volta desistiti, trovare la soluzione all'improvviso, magari nel sogno? Perchè quello è esattamente quello che successe al topo.

"Pippo!...Ecco perchè....mi sembrava familiare....eravamo ragazzini, e...Pippo? Cos'è successo? Dove siamo?"

Passò dall'esuberanza tipica di quando risolveva i misteri più difficili ad un senso di smarrimento in pochissimo tempo, una volta accortosi che non si trovava nel salotto dell'amico, ma in una stanza semibuia, steso su uno di quei lettini da psichiatri. E in più si accorse che oltre all'amico, nella stanza c'era un'altra mezza dozzina di persone.

"Lo sapevamo già Topolino. Ora dobbiamo fare qualcosa. Vieni con noi"- disse Pippo alzandosi dalla sua sedia e dirigendosi verso qualcosa che sembrava un pannello di controllo.

"Che? voi? e chi sareste voi?"

"Per essere un grande detective a volte sei troppo ingenuo! non ti sei mai chiesto come mi guadagnassi da vivere? Beh, lavoro con questi gentiluomini"- Topolino notò che gli altri individui non sembravano particolarmente gentiluomini, con i loro vestiti molto casual e stile poco curato- "siamo un'agenzia che si occupa di fenomeni apparentemente paranormali, ci chiamiano Unità per la Risoluzione dei Casi Anormali"

Il topo esclamò l'unica cosa sensata che gli venisse in mente:"Urca!"

"Già!"-disse Pippo premendo un pulsante sul pannello di controllo. 

Un intera parete si aprì rivelando un enorme stanzone delle dimensioni di un hangar.

"Benvenuto all'U.R.C.A., Topolino!"

L'amico gli aveva promesso dello stupore, e ciò ottenne:  l'hangar era pieno zeppo di persone vestite con le più curiose combinazioni di vestiti impegnate essenzialmente nel parlare tra di loro e consultare dei documenti, ma qui e là si potevano scorgere cose estremamente interessanti, quali, apparentemente, piccole astronavi, persone dalla pelle color fluo, addirittura una creatura dall'aspetto di uno yeti. Gli parse anche di scorgere un agente attraversare un muro di mattoni.

In preda alla curiosità Topolino chiese spiegazioni ma tutto ciò che ottenne fu un: "Pazienta, Topolino, ti spiegherò tutto nel mio ufficio".

Giunti nell'ufficio di Pippo (in realtà una specie di salotto traboccante di fumetti e cofanetti di serie animate, l'unico mobile "a posto" era uno schedario).

Giunti lì, si sedettero scalzi sulla moquette (alla maniera di Pippo) e prima che Topolino potesse aprire bocca l'amico se ne uscì con: "So cosa stai pensando, ma tranquillo, tra poco sarà tutto più chiaro. Prima di tutto, l'U.R.C.A. è un'agenzia semi-governativa che si occupa di situazioni troppo curiose per essere affidate ai servizi segreti normali, dato che bene o male si controspiano tutti tra di loro. Noi invece siamo segretissimi, e il modo di comportarsi bislacco è un codice per riconoscerci tra noi; se vediamo qualcuno comportarsi così possiamo parlargli apertamente, perchè o è un collega, o un individuo senza qualche rotella cche non capirebbe niente"-Topolino era sempre più incredulo. "Yuk" Sai che c'è un collega a Paperopoli che indossa un cappello con pon-pon. e..." "Pippo!" "Scusami, a volte faccio fatica ad uscire dal personaggio! Comunque non è questo che devi sapere. Mettiti comodo e ascoltami attentamente. Sappiamo dove sono i tuoi nipoti!

Il topo era sbigottito: il suo amico, che aveva sempre amato ed apprezzato per il suo essere unico era in realtà una spia? Nel frattempo Pippo si era alzato, e aveva preso un plico dallo schedario. Sull'etichetta campeggiava la scitta "Fric Show-massima allerta".

"Dunque!"-comiciò Pippo-"come pare che tu abbia capito il Fric Show non è quello che sembra, e sì, l'abbiamo visitato anche noi!"

I ricordi, ancora confusi a causa del sonno, si facevano via via più nitidi nella testa di Topolino.

"Eravamo ragazzini, avevamo più o meno l'età dei tuoi nipoti, e come loro non riuscivamo a resistere al richiamo del mistero. Ci eravamo andati ed eravamo rimasti affascinati dalle creature che lo popolano, ma poi lo abbiamo dimenticato...così come abbiamo dimenticato il terribile episodio ad esso legato!"

Topolino era dubbioso. Ancora non riusciva a collegare bene gli avvenimenti.

"Pensa Topolino! Avevamo 15 anni! Halloween! George Lost!"

Fu come se un fulmine si fosse abbattuto su Topolino, facendolo sconvolgendolo, ma aiutando di molto le sue sinapsi, e ciò che gli sfuggiva improvvisamente aveva senso!

George Lost era un ragazzetto di un paio d'anni più grande che era famoso nel liceo per far parte della locale squadra di Football. Pare che fosse piuttosto pauroso in realtà, e quindi, per provare di essere coraggioso, visitò il Fric Show da solo. E non fece più ricorno! Per mesi non si era parlato d'altro tra i corridoi della scuola, ma con il tempo anche la sua storia si perse nella memoria di chi lo conosceva appena.

"All'epoca l'U.R.C.A. non esisteva ancora, e le indagini furono condotte in modo superficiale dalla polizia."-continuò Pippo. "Quando la nostra agenzia venne creata ci furono passato tutti i casi senza spiegazione. Per la maggior parte furono risolti in poco tempo, ma questo è sempre stato la nostra spina nel fianco. Siamo riusciti ad arrivare solo ad una conclusione: controllando i verbali della polizia di tutto il Paese siamo arrivati alla conclusione che...dove va quel circo i ragazzi scompaiono!"

Fino a quel momento Topolino riusciva pensare solo ai nipoti o al circo, in modo ben distinto, ma da quel momento le due cose si mescolarono, e il descrivere i suoi pensieri diverrebbe qualcosa di impossibile.

"Comunque non staremo con le mani in mano!"-disse l'amico. "Stasera andremo al circo e libereremo i tuoi nipoti, costi quel che costi!"-tutto si poteva dire di Pippo, ma non che non avrebbe fatto follie per i suoi amici.

Topolino era ancora agitatissimo, ma, dopo aver capito qualcosa in più e aver ricevuto il sostegno incondizionato dell'amico, si sentiva più determinato che mai.

Deglutì e disse:"D....d....d'accordo! Facciamolo"-  poche parole che significarono molto.

"Sapevo che l'avresti detto!"-asserì felice l'amico. "Vai nella sala istruzioni, ti spiegheranno cosa fare. Si tratta della sala in fondo a destra".

Topolino si alzò e si recò nella sala.

"Topolino, aspetta un attimo!"-disse Pippo mentre l'amico stava per uscire dalla porta-"tanto per curiosità...hai sempre pensato di essere tu quello intelligente, vero?"  


Quella sera al circo Topolino e Pippo di certo non passavano inosservati, e non solo per il particolare abbigliamento del rivelatosi agente segreto, ma perchè erano di gran lunga i più alti (sì, anche il topo) della folla che si accalcava attorno alla biglietteria, formata, oltre che da loro, unicamente da ragazzini che difficilmente superavano i 16 anni di età.

Comperati i biglietti i due si sedettero sulle gradinate del grosso tendone e aspettarono l'inizio dello spettacolo, che non tardò ad arrivare.  

Ad accogliere i visitatori ci fu un individuo vestito con sfarzosi abiti violi, con un tricorno e una maschera di quelle con il becco adunco, che disse con fare teatrale:

"Buonasera e benvenuti a lorsignori! Il vostro circense di fiducia Barnabas Fricchetton vi dà il benvenuto all'incredibile, indicibile, fantasmagorico FRIC SHOW!!! Preparatevi ad essere sconvolti dalle più straordinarie creature su cui i vostri occhi abbiano mai posato lo sguardo! Vi assicuro che non scorderete mai questa notte! E adesso, godetevi lo spettacolo...se ne avete il coraggio!"

Come prevedibile lo spettacolo consisteva in una semplice sfilata di alcuni dei più strani fenomeni da baracconi che si fossero mai visti da quelle parti. Vi erano un nano (Topolino pensò che non fosse nulla di speciale), un gigante (Pippo pensò che non fosse nulla di speciale), un uomo forzuto, l'unico a fare qualcosa oltre a sfilare, sollevando oltre 500 Kg con una mano sola (stavolta entrambi rimasero molto colpiti), un decano apparentemente pluricentenario, e altre bizzarie assortite. 

Terminato lo spettacolo i ragazzi tornarono a casa soddisfatti dell'esperienza, mentre i nostri eroi di soppiatto si avvicinarono all'uscita di servizio, che, come si ebbero modo di scoprire, portarono in un altro ambiente del tendone, un piccolo ambiente denso di fumo di sigaretta, che recava, fuori dal telo che ne copriva l'ingresso la dicitura "vietato ai minori". Ai due sembrò strano che in un circo il quale pubblico è composto al 90% da ragazzini ci fosse un tale spettacolo. Credendo di poter trovare un indizio su Tip e Tap, entrarono.

Ed effettivamente c'era uno spettacolo per adulti all'interno del circo, un esibizione di danza a giudicare dal palco. In men che non si dica una delle donne più belle che si sia mai visto su questo pianeta, un freschissimo fiore (poteva avere neanche vent'anni) salì sul palco ed iniziò la danza. Era una danza del ventre, lei si muoveva con dolci e sinuosi movimenti, quasi ipnotici, e i due quasi si scordarono il perchè fossero lì, in quel momento importava solo quella donna e la sua danza.

Finito lo spettacolo (la ballerina negò il bis), un po' delusi dal fatto che fosse durato così poco, i due si avviarono verso l'uscita, ma un'amara sorpresa attese i nostri eroi.

Accadde tutto in men che non si dica; ancora intontiti di movimenti ipnotici della bella, i due non ebbero i riflessi pronti per contrastare dei ceffi che li colsero di sorpresa, alle spalle, e appoggiarono un panno bagnato sul viso di Topolino e Pippo: cloroformio.

Ed entrambi caddero nel sonno profondo, ignari di quel che sarebbe successo da lì a poco. 

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