FANDOM


Attenzione3
Questa è una Fan Fiction!!!
I fatti sotto riportati sono frutto della fantasia di un utente


Una fredda serata d'autunno sarebbe l'ideale per cominciare questa storia, e difatti inizia proprio così. Mentre le strade erano deserte e una nebbia spettrale copriva la città, un topo era rintanato al calduccio in casa sua. Alla luce della lampada che teneva vicino alla poltrona, in salotto, leggeva un buon libro giallo, ignorando gli schiamazzi che le due piccole pesti nella camera di sopra facevano con i loro videogiochi.

Il salotto era una stanza rettangolare piuttosto grande, con un grosso tappetto circolare che ne copriva una buona parte. Era arredato con mobili semplici ed eleganti, incluse la già citata poltrona e la già citata lampada. Un fuoco scoppiettava nel camino, che si trovava in una parete sovrastata da cornici contenenti medaglie al valore e ritagli di giornale. tutte testimonianze del valore del topo. il valore di Topolino.

Mentre l'eroe di tante avventure era assorto nella lettura un rumore interruppe la sua concentrazione: il suono del campanello. 

-DRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIN!!!!!!!!!!!DRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIN!!!!!!!!!! 

-Umpf! Chi è che scoccia a quest'ora?-pensò poggiando sul comodino il suo libro: Le avventure di Ser Lock: Il mastino dei Wiskerville e andò ad aprire la porta. Ad altezza di roditore non si vedeva nessuno, ma abbassando lo sguardo vide un volantino. Inoltre, con la coda dell'occhio vide anche alcuni vicini sostare sull'uscio, quindi ne dedusse che qualcuno stesse consegnando lo stesso volantino a tutti, e ciò voleva dire una sola cosa:"Pubblicità? A quest'ora? Sul serio?"-si chiese indispettito chinandosi a raccogliere il manifesto. Era stampato su un foglio viola acceso, con l'immagine di una zucca arancione con dei tagli molto inquietanti che andavano a formare occhi, naso e bocca, e una scritta rosso accesso in caratteri gotici che diceva: Fric Show! Il circo degli orrori più discusso di sempre arriva a Topolinia questo Halloween e per tre giorni! non perdete l'occasione di vedere con i vostri occhi le mirabilanti attrazioni di questo fantastico circo! Fric Show: Piazzale Mickey, tra Gottfredson Avenue e Casty Street. 31 Ottobre-1 Novembre-2 Novembre- e, scritto in basso con dei caratteri piccoli, ma molto più chiari, e riquadrato in giallo in modo da balzare all'occhio- Evento altamente sconsigliato ai minori.

"Fric Show? Tsk! Il solito teatrino di gente truccata che non spaventerebbe neanche un coniglio. Che baggianate! E questo Evento altamente sconsigliato ai minori? è ovvio che serva solo ad attirare i ragazzini. Meglio tornare al mio giallo"-commentò Topolino chiudendo la porta.

E difatti tornò in casa, poggiò distrattamente il volantino su un tavolo, lesse ancora qualche pagina del libro e, una volta stanco, si coricò a letto. In fondo quella settimana aveva sventato una rapina di Gamba il Lunedì, e risolto un intricatissimo mistero il Giovedì. Meritava un po' di riposo.  

Ma i suoi sogni furono inquieti. Per qualche strano motivo la parola "Fric Show" continuava a riecheggiare nella sua mente, come se fosse un elemento importante in qualcosa, ma gli sfuggisse il quadro generale.Dopo essersi addormentato e svegliato più volte, quando finalmente riuscì a fare sogni sereni, il telefono lo disturbò ancora. 

-"Ehm! Topolino? Per caso di disturbo?" 

-"Sono le tre e mezza di notte, commissario! Fate voi!" 

-"Mi spiace tanto"-disse l'anziana voce del commissario Basettoni

-"stavo per smontare dal turno di notte quando i miei uomini hanno scoperto qualcosa di interessante, e credo che tu ne debba essere al corrente. Ci vediamo davanti al commissariato, e porta anche Pippo. Ci vediamo."-disse. 

Topolino era molto stranito, ma non aveva motivo di credere che Basettoni lo stesse disturbando per qualcosa di futile. Si mise un paio di pantaloni rossi, una camicia a mezze maniche blu, i guanti gialli (quelli bianchi erano in tintoria), le scarpe numero 38, il cappello e salì in macchina. 

Svegliato alle quattro meno un quarto di mattina Pippo apostrofò Topolino, Basettoni, Manetta e tutte le forze di polizia di Topolinia con epiteti poco influenti ai fini di questa storia, ma alla fine sedette accanto a Topolino indossando un paio di jeans blu, una maglia rossa, un gilet nero, un cappello blu, dei guanti gialli (quelli bianchi si erano scuciti quando si era schiantato usando l'aereoplano di un suo bis-bis, che aveva trovato in soffitta), e le scarpe numero 52. 

Quando arrivarono al commissariato, si trovarono davanti ad un individuo di mezz'eta, piuttosto ben piazzato, con una capigliatura folta (ma solo nei punti in cui i capelli crescevano ancora) e bianca. 

"Ragazzi! Venite presto!"-disse il commissario con lo sguardo gioviale di uno che non è stato buttato giù dal letto, invitandoli a salire su una volante. Dopo qualche minuto di viaggio i due si trovarono di fronte ad un vecchio edificio, segnato dai segni del tempo e dai graffiti metropolitani. Un posto che per molti Topolinesi era stato crocevia della vita: la vecchia scuola superiore! 

-"Yuk! Commissario, cosa ci facciamo qui? Noi la scuola l'abbiamo finita molti anni fa"-disse scherzosamente Pippo 

-"C'è stata un'infrazione Pippo. Qualcuno è entrato nottetempo nella scuola, e la cosa strana è che non hanno rubato attrezzature da laboratorio, strumenti ginnici, trofei, o qualunque cosa potesse avere valore, ma hanno sgraffignato semplicemente alcuni documenti. Documenti dei vostri anni di scuola, ragazzi." 

Alla domanda "Cosa?" di Topolino , il commissario puntualizzò: 

"Già, inspiegabile! tutti i documenti dei vostri anni, e solo quelli. Foto di classe, vecchie verifiche, pagelle...tutto scomparso!"

-"Forse è stato qualcuno che voleva nascondere i pessimi voti di allora.Yuk!-suggerì Pippo speranzoso. Gli altri due li limitarono ad ignorarlo. 

"Venite, entriamo"-disse Basettoni, e i tre entrarono nell'edificio. 

Non si può dire che la scuola fosse in buone condizioni, ma in fondo non lo era già allora. Il locale era molto freddo, perchè fin dai loro tempi il riscaldamento si accendeva alle 8.00, e non un minuto prima, i muri stavano perdendo l'intonaco, passando davanti ai bagni si potevano notare decine di scritte colorate sulle pareti, i cui contenuti, non essendo in linea con i canoni Disney, non saranno qui citati. Nella vecchia segreteria trovarono un anziano in tuta da lavoro blu ad attenderli. Nonostante diversi anni prima i suoi baffi fossero color nocciola e avesse ancora qualche capello in testa, i due lo riconobbero all'istante: 

"Signor Flint!"-gridarono quasi all'unisono salutando il vecchio custode. 

"Ragazzi! Come va? Sono passati così tanti anni."-Flint si vantava spesso di ricordare ogni singolo allievo della scuola, in qualunque epoca, passata, presente e futura.-"Avete messo a frutto il diploma?" 

Sì, beh, insomma, provarono a dire. Topolino campava di premi, riconoscimenti e indagini private, quanto a Pippo...il topo si accorse di non avere la benchè minima idea di cosa il suo migliore amico facesse per vivere. 

"Ehm, comunque, dicci Flint. Cosa è successo?"-chiese Topolino (da anni poteva condurre le indagini da solo senza che la Polizia si lamentasse) 

"Non saprei dirlo con certezza"-esordì il custode-"avevo finito il giro di controllo notturno ed ero tornato a letto, nel mio stanzino nel cortile. Erano circa le 23.00 quando un rumore mi ha svegliato. Sono uscito di fretta e visto che la porta era stata scassinata. Ho controllato tutte le stanze, ma solo la segreteria era stata violata. E hanno rubato solo i documenti dei vostri anni. Davvero non me lo so spiegare. Comunque il rumore che mi ha svegliato è stato il rompersi della finestra. Non so perchè il ladro l'abbia rotta, ma l'ha fatto. Cercate di capirci qualcosa voi, ragazzi"-concluse il custode. 

"Lo faremo Flint! Te lo garantisco!"-replicò il topo. 

Dopo aver ispezionato la segreteria e aver appurato la totale assenza di indizi, uscirono dalla scuola. L'attenzione di Topolino si catalizzò su una parete, solitamente grigia, su cui venivano affissi volantini di vari locali per ragazzi. Quella sera invece la parete era totalmente tappezzata di volantini viola e arancione: Fric Show!  

Con la mente confusa Basettoni riaccompagnò Topolino e Pippo nelle proprie case.  

Topolino passò la nottata pensando a chi avesse potuto mettere in atto un furto così bislacco: Bè, c'era quel tipo che... E quell'altro? Brutta persona... Ma certo! Il compare di Gamba, che...no, quello è in prigione da anni! Ma allora chi? Il topo invidiò il suo amico sempliciotto che senz'altro stava dormendo della grossa senza troppe preoccupazioni. In realtà nella bizzarra casa Dada-Cubo-Surrealista di Pippo la luce era accesa, e l'inquilino continuava a parlare al telefono... 

Dopo aver preso sonno Topolino fu svegliato dai saluti dei nipoti che andavano a scuola. Svegliatosi completamente svolse le faccende di casa e uscì con Minni. Una volta tornato si mise a preparare il pranzo, ma, con il suo occhio da detective, non potè fare a meno di notare una cosa: il volantino non era dove lo aveva lasciato la sera prima. Qualcuno lo aveva maneggiato, ed era ovvio chi. 

Tornati da scuola Tip e Tap si sedettero a tavola, e, quasi contemporaneamente dissero: "Zio, possiamo chiederti una cosa?". Lui già sapeva quale sarebbe stata la domanda, ma fece parlare i nipoti ugualmente. "Beh, vedi, tra una settimana è Halloween, e oramai siamo grandi per fare Dolcetto o Scherzetto, quindi volevamo chiederti se potevamo passare la festa diversamente". I suoi sospetti erano praticamente confermati, ma chiese ugualmente: "Cioè?". "Ehm...dunque...vedi...è ovvio che tu abbia visto quel volantino, e....... ziettopossiamoandarealFricShowperfavoreperfavoreperfavore?" 

"Ah-Ah! Lo sapevo! Beh, comunque la risposta è no, non permetterò che spendiate soldi in quelle sciocchezze. Neanche fosse davvero qualcosa di unico." 

"Ma zio..."-provarono a dire, ma egli li interrupe con un: "Sono inamovibile!" 

"Umpf! E va bene. Organizzeremo altrimenti."-si rassegnarono i nipotini. 

Passarono i giorni e si giunse al 31 Ottobre. Topolino andò a comprare delle caramelle e dolci per i bambini che avrebbero bussato alla sua porta quella sera. Arrivato il tardo pomeriggio i nipoti uscirono di casa per andare dal loro amico Jack e gustarsi una maratona di film horror. Ad Halloween è pieno di bambini per le strade anche di notte, per cui non Topolino non si preocupò, e passo la serata leggendo e facendo delle pause solo per donare dolci ai bambini vestiti da mostri che suonavano alla sua porta, e, verso mezzanotte andò a letto. Dormì alcune ore, facendo strani sogni e si svegliò alle tre. D'istinto controllò la camera a fianco: i ragazzi non erano tornati. 

"Umpf! Adesso mi sentono!"-disse chiamando a casa di Jack. Gli risposerò i genitori. Loro erano convinti che Jack fosse andato a casa di Tip e Tap, e comunque il loro figlio era tornato un paio d'ore prima. La voce del telefono divenne sempre più distante per il topo, in preda all'ansia e all'angoscia. Sudava freddo, tremava, non sapeva cosa fare, non aveva altri modi per contattare i nipoti. Era in preda al terrore. Probabilmente, se fosse stato lucido e avesse analizzato la situazione con la sua calma da detective avrebbe trovato la soluzione in poco tempo, ma in quelle condizioni non riusciva a pensare a nulla di sensato. Per qualche strano ragionamento, dovuto sicuramente al panico, giunse alla conclusione che per calmarsi avrebbe avuto bisogno della compagnia di qualcuno sempre tranquillo. Andò quindi a casa di Pippo. 

"Yuk! Topolino! cosa ci fai sveglio a quest'ora? Il tuo gallo soffre d'insonnia?"-chiese Pippo nella sua camicia da notte, ma dopo aver visto le condizioni in cui versava Topolino e qualche suo farfugliamento divenne più serio. Effettivamente più serio di quanto chiunque lo ritenesse capace. "Vieni, ti faccio una camomilla."-disse invitandolo ad entrare.

Mentre preparava la camomilla chiese all'amico di raccontargli cosa fosse successo, e Topolino, forse grazie all'ambiente amico e rilassante, riuscì a fornire un racconto abbastanza esauriente.

Finita la storia Pippo gli porse la tazza di camomilla e disse: "Quello che temevo è avvenuto! Hanno però commesso un errore prendendo i tuoi nipoti. Ora è una faccenda personale!"

Topolino non capiva, e anzi, sorgeggiando la bevanda preparata dall'amico si sentiva sempre più confuso. 

"Spero che la tua abilità di detective non ti abbia reso insensibile alla meraviglia, Topolino."-disse Pippo guardando fuori dalla finestra. "Perchè credimi, stai per vedere qualcosa che non ti avrà mai stupito tanto!" 

Si udì un tonfo e Pippo si girò. Come previsto l'amico era privo di sensi. 

I contenuti della comunità sono disponibili sotto la licenza CC-BY-SA a meno che non sia diversamente specificato.