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Amelia maga del cangiante
Ameliamaga2
Informazioni generali
Nome originale:The Many Faces of Magica de Spell
Codice Inducks:W US 48-01
Sceneggiatura:Carl Barks
Disegni:Carl Barks
Prima uscita:marzo 1964, Uncle $crooge n° 48
Prima uscita italiana:giugno 1964, Almanacco Topolino n° 90
La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:22
Lingua originale:inglese


"Incredibile! C'è chi ha tante facce e chi invece non ne ha nemmeno una!"
Paperino sui Senzafaccia

Amelia maga del cangiante (in originale, The Many Faces of Magica de Spell) è una storia Disney scritta e disegnata da Carl Barks, pubblicata per la prima volta nel marzo 1964.

Trama

Paperopoli è colpita da un terremoto e poi da un nubifragio, ma Paperon de' Paperoni, al sicuro con le sue ricchezze nel Deposito, non se ne preoccupa: ciò che lo spaventa veramente è il soprannaturale, rappresentato dalle arti magiche di Amelia.

Il papero più ricco del mondo non ha torto: infatti la strega, sfruttando una ricetta di Circe, ha appena fabbricato un filtro che, se spruzzato a qualcuno, gli fa letteralmente perdere la faccia e gli fa assumere di volta in volta le fattezze dell'ultima persona o animale che guarda. La cavia di Amelia è Gennarino, che dopo essere stato spruzzato guarda la sua padrona e assume subito la sua faccia. Malgrado le proteste del corvo, la strega non ha idea di cosa si potrebbe usare come antidoto e lascia a Gennarino la faccia identica alla propria, anzi, per sviare le indagini degli investigatori assunti da Paperone per controllarla, lascia uscire il corvo in modo che gli investigatori stessi pensino che si tratti di una versione alata di Amelia.

La strega si precipita a Paperopoli, intendendo spruzzare con il suo ritrovato Paperone e chiedergli la Numero Uno in cambio di un rimedio all'incantesimo, che in realtà lei stessa non conosce. Tuttavia Amelia commette l'errore di usare il suo filtro con un fastidioso cane, che dopo averla guardata prende la sua faccia; Paperone, Paperino e Qui, Quo, Qua vedono l'animale con il viso di Amelia e capiscono che la fattucchiera è a Paperopoli e può usare qualche stratagemma per rendere le facce instabili, tanto più che in Italia gli investigatori hanno catturato Gennarino e si sono resi conto che è un semplice corvo.

Paperone e i nipoti riescono a ingannare Amelia servendosi di un trucco: Paperino si maschera come lo zio per confondere la strega, che, credendo di ammaliare Paperone, spruzza il liquido sulla maschera; nel frattempo il vero Paperone torna al deposito, preleva la Numero Uno e fugge in aereo senza una meta definita. Dopo un lungo tragitto, il ricco papero decide di fermarsi in una giungla inesplorata in una parte imprecisata del globo terrestre: la natura è accogliente e gli unici abitanti sono i Senzafaccia, un popolo primitivo i cui componenti non sono dotati di linguaggio e, pur potendo vedere, sentire e mangiare, hanno teste prive di faccia. Gli autoctoni accolgono benevolmente i paperi, e Paperone decide di trattenersi per un periodo indeterminato.

Amelia, però, riesce a rendersi conto della localizzazione del multimiliardario tramite un passaparola di messaggi che Gennarino invia a tutti gli uccelli della Terra. Recatasi sul posto con il suo spruzzatore, la strega riesce a identificare Paperone spruzzando un nativo, aspettando che questi assuma la faccia del ricco papero. Il trucco riesce, Paperone subisce l'incantesimo e, non volendo rassegnarsi a perdere la propria faccia, accetta di cedere la monetina alla sua nemica, che però fugge con la Numero Uno e non sembra nemmeno intenzionata a cercare un antidoto.

La situazione è risolta da Paperino e dai nipotini, che con le facce coperte riescono a intrappolare la fattucchiera, a spruzzare su di lei il filtro e a recuperare la preziosa moneta. Inoltre la consultazione del Manuale delle Giovani Marmotte rivela che per sfuggire a questo incantesimo è sufficiente lavarsi la faccia col sapone: Paperone lo fa e riacquista le sue fattezze e i paperi sono liberi di tornare alla civiltà, mentre Amelia, che nel frattempo ha assunto il volto di un Senzafaccia ed è totalmente ignara della semplicità del rimedio all'incantesimo, rimane nella giungla cercando disperatamente di escogitare un antidoto.

Analisi

Si tratta di una delle poche storie in cui Barks utilizza l'ultimo dei grandi personaggi da lui inventati, Amelia: l'espediente utilizzato dalla strega in questo caso è un incantesimo per cui si perderebbe letteralmente la propria faccia, a cui si associa la creazione un po' inquietante di un popolo di primitivi privi di occhi, naso e bocca visibili, e per cui spostarsi in avanti o all'indietro non fa differenza.

La storia ricorda da vari punti di vista - la citazione di Circe; le trasformazioni dei protagonisti; la slealtà della strega, che baratta una soluzione all'incantesimo con la preziosa monetina, ma poi non mantiene la parola - Zio Paperone novello Ulisse, ma appare meno convincente e un po' forzata in alcuni espedienti risolutivi, quali il passaparola fra gli uccelli del mondo e la soluzione all'incantesimo trovata banalmente nell'infallibile Manuale.

Curiosità

  • A differenza che nella maggior parte delle storie in cui compare, in questa Gennarino appare dotato di parola, tanto da dialogare senza sforzo con la sua padrona.

Pubblicazioni in Italia

Amelia maga del cangiante è stata pubblicata dodici volte in Italia:

Storia precedente Amelia maga del cangiante Storia successiva
Paperino e il "gaudio" del vicinato

Gaudiodelvicinato

Marzo 1964 Archimede "Giona" del XX secolo

Archimedegiona

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