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Paperone all'ambasciata paperopolese.

L'Ambasciata paperopolese è l'edificio rappresentate Paperopoli all'estero.

StoriaModifica

Nella storia di Carl Barks Zio Paperone e il tesoro di Marco Polo, Paperon de' Paperoni corre velocemente per raggiungere l'ambasciata Paperopolese, sfuggendo così alla guerra civile.

La presenza dell'ambasciata di una città è cosa insolita, poichè Paperopoli non è una città stato, ma capoluogo del Calisota, uno degli Stati Uniti.

L'unica spiegazione che può giustificare la presenza di tale edificio, può essere ricercata indietro nel tempo: la città venne fondata da Cornelius Coot nel 1818 e nel 1821 lo stato del Calisota divenne parte del Messico indipendente. Il borgo rurale godette, perciò, di ampie autonomie politiche e legislative e, quando nel 1848 la California e, presumibilmente, il Calisota, vennero annessi agli Stati Uniti, Paperopoli probabilmente decise di accettare l'annessione solo sotto alcune particolari condizioni. La cittadina reclamò lo statuto di città- stato non sovrana, accettando il potere sovrano degli Stati Uniti (esercitato nel piccolo dallo stato del Calisota), ma mantenendosi entità amministrativa più importante della semplice città e quindi con relativa indipendenza: per questo Paperopoli possiede un'ambasciata, una delegazione ai giochi olimpici, una bandiera e un governatore (figura che apparterrebbe solamente ad uno Stato federale).

Altri riferimentiModifica

Nella storia Paperino turista romantico, di Carl Barks, del 1961, viene mostrato un consolato di Paperopoli, a Poco Poco (Hondorica, America centrale) e nominata esplicitamente la figura di un console.

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